TRUCCHI E CONSIGLI UTILI IN CUCINA

COME FARE LA FARINA CON IL BIMBY E SENZA..RICETTA

farina

In casa è possibile preparare ogni tipo di farina, dai grandi  pilastri come la farina di frumento o di segale alle meno comuni farine di amaranto, di miglio, di ceci e altre leguminose.

Perché consumare farina fatta in casa?

Cosa dovrebbe spingervi a fare la farina in casa?

LA FRESCHEZZA!!!

Il sapore della farina fatta in casa, appena macinata, è ben diverso da quello che conosciamo. Il segreto di un impasto è proprio la farina: impiegando una miscela fresca, ogni portata sarà ancora più gustosa, oltre a essere più nutriente.

Tra le farine di graminacee da consumare fresche, vi segnalo;

  • farina di grano saraceno
  • farina di mais
  • farina di avena
  • farina di segale

LE MISCELE

Producendo farina in casa, potete impiegare miscele di cereali nelle proporzioni e nelle quantità desiderate. Potete preparare farine di leguminose pure o combinate così come farine di cereali oltre alle classiche farine di graminacee.

LA VARIETA’

Esistono più di 30.000 varietà di grano, pensate che le farine reperibili in commercio siano prodotte dal grano più nutriente? No, sono prodotte a partire dalla varietà di grano più facile da coltivare e soprattutto più produttiva. Da una ricetta effettuata su internet  uno studio condotto dal dr Donald R. Davis, ricercatore e nutrizionista dell’Università dello Stato del Texas, ha dimostrato come la qualità nutrizionale del grano è diminuita negli ultimi 50 anni, il motivo? L’agricoltura intensiva.

I valori nutrizionali

A partire dal 1960, le moderne tecniche agricole hanno incrementato gradualmente la resa del frumento arrivando a triplicare i raccolti. Purtroppo, questa famosa rivoluzione agricola è stata accompagnata da un effetto collaterale che si esprime nella diminuzione di minerali e preziosi micronutrienti nel grano. Per citarne qualcuno, la quantità di magnesio contenuta nel grano si è dimezzata, così come sono diminuiti zinco, rame, ferro, selenio, fosforo e zolfo.

Non solo micronutrienti, è diminuito notevolmente l’apporto proteico fino a dimezzarsi. Molte farine presenti in commercio non mancano di sostanze fitochimiche potenzialmente nocive per la salute.

La consistenza

Forse non ci avete neanche pensato, ma preparando la farina in casa potete sceglierne voi la consistenza! La farina non è tutta così fine come la troviamo al supermarket! Potete preparare farine superfine, fine, medie o farine grossolane.

 La vostra domanda sarà sicuramente quale farina si può produrre in casa?

Tutto dipende dall’utilizzo che intendete farne e dal sapore desiderato. Qualche esempio?
– Se avete bisogno di un sapore selvaggio e quasi terroso, il grano saraceno è l’ideale.
– Se necessitate di un sapore più dolce e delicato, meglio produrre farina a partire dal mais fresco.
– Se desiderate ottenere un pastone tenero potete preparare la farina di avena.
– Se avete bisogno di un sapore particolare, quasi nocciolato, potete preparare la farina di quinoa! Sperimentate e ricordate che come sempre, in cucina, la vera chiave è la varietà!
 INGREDIENTI E PROCEDIMENTO CON IL BIMBY

  • 200 gr cereali oppure
  • 200 gr legumi oppure
  • 200 gr castagne secche oppure
  • 200 gr orzo oppure
  • 200 gr di farro
  • 2oo gr di riso
  • quel che si vuole fare diventare farina

PREPARAZIONE

Mettere nel boccale per 1 minuto a velocità turbo.

Controllare per il tempo necessario, raccogliere con la spatola se necessario, fino a quando diventa farina…naturalmente potete decidere voi la consistenza della vostra farina…

PREPARAZIONE TRADIZIONALE

Mettere nel frullatore per 1 minuto a velocità massima..

Controllare per il tempo necessario, raccogliere con la spatola se necessario, fino a quando diventa farina…naturalmente potete decidere voi la consistenza della vostra farina…

COME SOSTITUIRE IL LIEVITO DI BIRRA..INGREDIENTI VALIDI

lievito-di-birra

A causa di intolleranze o in mancanza di un ingrediente o per una scelta di un prodotto più naturale, potremmo trovarci spesso  nella condizione di voler sostituire il lievito chimico nei dolci o il lievito di birra nei lievitati. Vediamo quindi quali sono le alternative per poter ottenere comunque degli impasti ben lievitati.

LIEVITO CHIMICO

l lievito chimico o lievito istantaneo (solitamente venduto in bustine da 16 g, adatte per impasti contenenti fino a 500 g di farina), che sia per dolci o per torte salate, è un ingrediente  davvero essenziale per rendere le vostre preparazioni soffici e leggere, aumentandone nel contempo il volume, in tutti quei casi in cui l’impasto è troppo debole, di struttura o di sapore, per sopportare una fermentazione data dal lievito di birra. Si tratta di un agente lievitante secco, composto da un elemento basico e da uno acido, che per reazione chimica, attivata dal calore o dall’acqua, producono anidride carbonica, che facendo così lievitare dolci e pastelle.

A volte e  può capitare anche spesso  di rendersi conto di aver finito il lievito. Oppure che il lievito che abbiamo in dispensa è scaduto, o, semplicemente è un po’ vecchiotto. Ricordatevi, infatti, che calore e umidità nel tempo possono provocare una diminuzione dell’efficacia del vostro lievito. È per questo che i prodotti in commercio indicano sempre una data di scadenza. Per testarne l’efficacia potete mettere un cucchiaino di prodotto nell’acqua calda: se inizierà rapidamente a frizzare energicamente, il prodotto è ancora valido. In caso contrario, vi conviene buttarlo via.

Per fortuna, conoscendo il principio della reazione acido-base cui vi ho accennato all’inizio, non sarà difficile cercare dei sostituti  al lievito per torte salate.

Attenzione: ricordatevi che, una volta attivato, l’effetto lievitante è istantaneo ma temporaneo, ecco perché il lievito normalmente si aggiunge per ultimo alle preparazioni!

LIEVITO DI BIRRA

Il lievito di birra  è il più importante lievito per uso alimentare, noto fin dall’antichità per la produzione di pane e vino.

Oggi è il lievito più usato per la cosiddetta arte bianca: pane, pizza, brioche e simili sono tutti fatti con questo importantissimo prodotto, acquistabile in tutti i supermercati fresco (il classico panetto da 25 g), da conservare rigorosamente in frigorifero, o secco (di solito in bustine da 7 g, ognuna corrispondente a un cubetto (venduto nelle singole bustine grigie di una famosa marca), da tenere comodamente in dispensa anche per periodi lunghi.

Tante volte mi sono chiesta se c’è qualche ingrediente che possa sostituirà il lievito di birra negli impasti lievitati. Per lo più,mi è capitato semplicemente di non averlo in casa in un dato momento.Mentre per altri casi, però, si tratta di motivi dietetici, ad esempio per intolleranze. Devo dire la sostituzione del lievito di birra non è altrettanto facile di quella del lievito chimico… ma ci si può provare….

ALLORA VEDIAMO COME SOSTITUIRE IL LIEVITO DI BIRRA

Il principale (e quasi unico) sostituto del lievito di birra è il lievito naturale (anche detto lievito madre, pasta madre o pasta acida). Si tratta di un impasto a base di acqua e farina contenente un complesso di lieviti e batteri che provocano una fermentazione che comporterà la naturale lievitazione dell’impasto, conferendo una maggiore digeribilità e conservabilità al prodotto finale.
Il quantitativo di lievito naturale da utilizzare dipende dall’età e dalla forza del lievito stesso, dal tipo di lievito naturale (pasta madre solida o li.co.li), nonché dal quantitativo di lievito di birra che voi generalmente usato in una data ricetta.

Ricordate: se avete deciso di usare il lievito madre e volete ottenere lo stesso volume di impasto, dovrete sottrarre dagli ingredienti il peso del lievito madre usato (2/3 di farina, 1/3 di liquidi in caso di pasta madre solida; in caso di li.co.li. la proporzione dipenderà dalla percentuale di idratazione del lievito).

Ovviamente non tutti hanno la pazienza e il tempo di tenere in vita il lievito naturale. Ecco perché oggi sono disponibili presso la maggior parte dei supermercati anche lieviti naturali secchi o disidratati.

Il lievito che sia liquido o solido, fresco o secco, ricordatevi che i tempi di lievitazione con il lievito madre saranno almeno il triplo rispetto a quelli con lievito di birra!

Se invece il vostro problema è semplicemente sostituire il quantitativo indicato in una ricetta di lievito di birra fresco con del lievito di birra secco, la questione è molto più semplice. Certo, marche diverse fanno bustine di grammature diverse, ma in linea di massima una bustina di lievito secco corrisponde a un cubetto di lievito fresco. La differenza principale sta invece nell’utilizzo. Per lo più il lievito secco si usa nello stesso identico modo di quello fresco. Alcuni tipi, invece, vanno attivati prima dell’uso. Questo vuol dire che il lievito va sciolto insieme a un cucchiaino di zucchero in un bicchiere d’acqua (preso dal totale previsto dalla ricetta) e lasciato riposare a temperatura ambiente per circa 10 minuti. Una volta formata una bella schiumetta in superficie, il lievito sarà pronto per l’utilizzo. Insomma, il mio consiglio è: se dovete utilizzare il lievito di birra secco, leggete sempre le istruzioni sulla confezione per controllare se va attivato o meno.

SE NON AVETE A DISPOSIZIONE LIEVITO DI BIRRA O LIEVITO MADRE??

In quel caso c’è un’altra possibile alternativa al lievito di birra, da utilizzare però solo in extremis, in quanto il risultato non è assolutamente paragonabile a quello ottenuto con lievito di birra o lievito madre… ma almeno vi permetterà di non restare a pancia vuota!
Essenzialmente, si tratta di aggiungere all’impasto del lievito istantaneo.
Attenzione: questo metodo si può usare per le ricette più semplici di pizza e focacce, ma assolutamente NON lo utilizzate per brioche e affini e MAI per i lievitati complessi!!

In conclusione, per sostituire 1 cubetto di lievito di birra, su 1 kg di farina, potete usare:

  • 1 bustina di lievito di birra secco (controllate se va attivato)
  • 300 g di pasta madre solida (eliminando dagli ingredienti 200 g di farina e 100 g di liquidi), aumentando i tempi di lievitazione
  • 400 g di li.co.li (eliminando dagli ingredienti 200 g di farina e 200 g di liquidi o secondo la proporzione), aumentando i tempi di lievitazione

O ancora, in extremis:

  • 3 bustine di lievito istantaneo per torte salate
  • 55 g di cremor tartaro + 25 g di bicarbonato di sodio + 2 g di ammoniaca per dolci

COME FARE IL GUANCIALE FATTO IN CASA…PROCEDIMENTO

guanciale.png

Sarà che sono fissata, ma sono sempre per il metodo fai da te…. Ecco allora il modo, piuttosto semplice, per preparare in casa dell’ottimo guanciale partendo dalla carne fresca comprata dal macellaio di fiducia.( mi raccomando di fiducia)!!!
Il guanciale, lo dice la parola stessa, è la parte della guancia del maiale, e una volta essiccata, è una tra le parti più gustose e saporite.

Impossibile fare una buon sugo alla amatriciana e pasta alla carbonara, senza un buon pezzo di guanciale.
Vi spiego allora come procedere alla realizzazione del guanciale..

Una volta acquistato il pezzo di carne rigorosamente attaccato alla sua cotenna, bisogna salarlo abbondantemente con sale fino. A questo proposito è consigliabile versare una grossa quantità di sale in un recipiente largo, intriderne tutta la carne e lasciarla adagiata sul sale.

Coprire il tutto con un panno da cucina. Ogni giorno bisognerà massaggiarlo con il sale senza aver paura di salarlo troppo, perché la carne assorbirà solo il sale di cui necessita per eliminare tutta l’acqua. Se il clima è caldo, basteranno una decina di giorni, il calore infatti scioglierà il sale sul pezzo di carne velocizzando l’essiccazione. Se invece la temperatura è rigida, ( come in questo periodo) di giorni ne occorreranno una quindicina.

Dopo averlo massaggiato con il sale per il tempo sufficiente (quando il guanciale avrà perso la sua acqua), dovrà essere ricoperto di peperoncino macinato ed appeso a stagionare in un luogo fresco ed asciutto.

L’ideale sarebbe affumicarlo per mezz’ora al giorno per una decina di giorni, accendendo un fuoco nella stessa stanza dove è appeso, usando della legna aromatica secca (olivo, alloro, quercia ecc.), ma poiché questo passaggio richiede ampi spazi, tempo ed energie, è possibile omettere questa fase e godersi la stagionatura del guanciale fatto in casa.

E poi ….si può realizzare un eccezionale sugo alla amatriciana e una buona carbona….

COME SI FA’ A SOSTITUIRE LA COLLA DI PESCE

SONY DSC

COLLA DI PESCE

 La colla di pesce è una gelatina essiccata in fogli utilizzata in cucina, soprattutto nei dolci, come addensante o stabilizzante. La gelatina la si trova comunemente semplicemente nei supermercati in fogli o in polvere. Quella in fogli deve essere ammorbidita in acqua fredda per qualche minuto, quindi strizzata delicatamente, aggiunta ad ingredienti liquidi caldi (non bollenti) ed in questi sciolta.

Già dal nome si capisce che questa gelatina ha origini animali, essa infatti viene prodotta a partire dalla vescica natatoria dello storione o di pesci affini. E vista la larga diffusione delle persone che decidono di abbracciare il veganismo, nasce facilmente l’esigenza di voler sostituire la colla di pesce con un ingrediente surrogato, che permetta di ottenere gli stessi risultati.

Se vi state chiedendo con cosa si può sostituire la colla di pesce o quale sia l’alternativa vegetariana o vegana alla colla di pesce in fogli, in questo articolo imparerete a sostituirla, troverete le alternative valide…

AGAR AGAR

Il prodotto che per eccellenza permette di sostituire degnamente la colla di pesce è l’Agar Agar, un prodotto ottenuto dalle alghe rosse, acquistabile in erboristeria o nei negozi biologici, che sempre più spesso viene indicato come alternativa nelle ricette stesse. L’agar agar è possibile reperirlo soprattutto in polvere, ma non manca in commercio sotto forma granulare o a fiocchi, c’è da dire però che quest’ultimo ha un minor poter solidificante.
Per utilizzare l’agar agar (consideriamo quella in polvere che è la più diffusa)

PREPARAZIONE :occorre sciogliere un cucchiaino di polvere nel liquido, considerando che 1 cucchiaino di polvere di agar agar corrisponde a 2 gr di gelatina (circa 1 foglio).
Dopo aver sciolto la polvere occorre portare il liquido a bollore e far addensare così il tutto per 6-7 minuti. La gelatina è pronta quando si formano dei pallini bianchi in superficie. A questo punto il preparato deve essere raffreddato in frigorifero per acquistare consistenza.

agar-agar

GOMMA DI GUAR

Un’altra alternativa all’utilizzo della colla di pesce è la Gomma di Guar, che viene ricavata dalla macinazione dei semi di una pianta indiana, da cui si ottiene una polvere bianca, comunemente chiamata “gomma”. La gomma di guar ha un potere addensante ben sei volte superiore rispetto a quello della colla di pesce, per questo motivo occorre utilizzarla in quantità decisamente ridotte.
farina di guar.jpg

FECOLA DI MARANTA

Sempre come sostituto della colla di pesce, si utilizza (anche se più raramente) la Fecola di Maranta (o Arrowroot), che è un amido ottenuta dall’omonima pianta (la Maranta), originaria del Brasile. La fecola di maranta, ha lo svantaggio di non reggere alle alte temperature, per cui deve essere mescolata prima nel liquido freddo.

FECOLA DI MARANTA.jpg

CREMOR TARTARO

cremor-tartaro-00

Il cremor tartaro è un agente lievitante naturale estratto dall’uva, ecco come utilizzarlo al meglio in cucina, soprattutto in quella vegana.

Il cremor tartaro appartiene alla categoria dei lieviti, organismi della famiglia dei funghi utilizzati in cucina per far aumentare di volume gli impasti attraverso un processo di incorporazione di bolle gassose. Si dividono in lieviti naturali, come il lievito di birra o la pasta madre e in lieviti chimici come per esempio il cremor tartaro (detto anche bitartrato di potassio). L’aggettivo “chimico” non ha una connotazione negativa ma indica che la lievitazione non avviene per fermentazione microbica bensì per una reazione, appunto, chimica.

PERCHE’ IL LIEVITO FA’ MALE??

La questione sulla quale va posta maggiore attenzione nell’utilizzo del lievito per le preparazioni vegane, è la presenza di stabilizzanti che possono essere di origine animale derivanti da bovini e suini (sigla in ETICHETTA E470a). E’ importante quindi leggere l’etichetta o accertarsi della provenienza dello stabilizzante contenuto nel lievito che può però essere anche di origine sintetica o vegetale. Il nome “strano” non deve spaventare: il cremor tartaro è un sale di potassio dell’acido tartarico estratto dall’uva o dal tamarindo che viene usato spesso in associazione al bicarbonato di sodio per aumentarne il poterebbe lievitante. Il cremor tartaro si attiva in presenza dell’acqua: in questo modo la sua leggera acidità sviluppa per reazione anidride carbonica gassosa e permette quindi di far lievitare i dolci istantaneamente, conferendo ad essi morbidezza senza appesantirli. E’ un ottimo sostituto anche per chi presenta delle intolleranze alimentari ai lieviti. E’ il lievito più utilizzato nella pasticceria vegana.

Dove si compra il cremor tartaro?

Si trova  in farmacia, nei negozi di alimentazione biologica ma da molto tempo ormai anche nei supermercati. Il cremor tartaro ha varie particolarità: può essere usato da solo, oppure “potenziato” con il bicarbonato di sodio. Inoltre è un utile sostituto del lievito di birra, specialmente per chi presenta intolleranze. Nei rivenditori spesso lo si trova con la dicitura “lievito naturale” e lo si può trovare puro o già addizionato con il bicarbonato di sodio a volte anche sotto il nome di “polvere lievitante naturale”.

PROPRIETA’

L’azione lievitante del cremor tartaro conferisce una morbidezza estrema ai dolci e li fa “gonfiare” senza appesantirli; non vengono inoltre aggiunti aromi artificiali (come quello di vaniglia, tipico di alcuni lieviti chimici).

SOSTITUIRE LE UOVA NEI DOLCI E NEL SALATO

uova-x

Sostituire le uova in cucina non è una scelta che riguarda solo i vegani ma sopratutto nei soggetti intolleranti ad alcune componenti o chi desidera semplicemente una cucina più leggera e più dietetica. Partiamo iniziando a farci la  domanda che forse non così ovvia: perché usiamo le uova? Che ruolo hanno dei dolci o nelle preparazioni salate?

COSA SERVONO LE UOVA NEI DOLCI??

Le uova vengono usate per due motivi:

1) per facilitare la lievitazione

2) per amalgamare gli ingredienti grazie al loro potere legante

A seconda di questi due scopi è possibile sostituire le uova con altri alimenti. Una buona regola generale è che se nella ricetta sono previste 3 o più uova la loro funzione potrà essere lievitante. Nel caso in cui, però, non ne siate certi, la cosa migliore è aggiungere alla ricetta 4 grammi di cremor tartaro uniti a 3 grammi di bicarbonato per attivare al meglio la lievitazione.

COME PUO’ ESSERE SOSTITUTO 1 UOVO

  • 2 cucchiai di latte di soia in polvere mescolato con 2 cucchiai di acqua (1 cucchiaio da minestra corrisponde a circa 10 grammi)
  • 2 cucchiai di fecola di patate
  • 2 cucchiai di amido di mais (maizena)
  • ½ banana matura (nei dolci)
  • ¼ di tazza di yogurt di soia (circa 40 grammi)
  • 2 cucchiai di tofu tritato (in questo caso il tofu, se in panetto, va frullato con il liquido della ricetta, se è vellutato aggiunto all’impasto)
  • 2 cucchiai di farina di ceci
  • ¼ di tazza di mela grattugiata (circa 40 grammi)
  • 1 cucchiaio di aceto di mele (è indicato soprattutto nelle preparazioni dove è presente del cioccolato)
  • Miscela di semi di lino polverizzati finemente con l’aiuto di un mixer insieme a 3 cucchiai di acqua. (Questa miscela ha un sapore non neutro ed influenza la ricetta: si adatta bene, però, alle farine integrali, e alle preparazioni con del cacao ma non agli impasti dall’aroma delicato)
  • Prodotti sostitutivi come “No Egg”: una miscela che comprende amido e farina di tapioca e che si trova in vendita anche in Italia

Per lucidare le superfici dei lievitati

  • Spennellate la superficie con del latte di soia oppure con una miscela di acqua e malto.

Nelle ricette salate come burger e polpette

In questo caso è necessario scegliere il sostituto delle uova con un potere legante in base al gusto e gli ingredienti che dovete utilizzare. In ogni caso ricordate che pan grattato e farina hanno sempre un potere addensante, quindi regolatevi nelle quantità degli alimenti indicati qui sotto regolandoli, se necessario, con questi due complementi

  • Patate lesse
  • Riso bollito non precedentemente sciacquato sotto l’acqua in modo che mantenga tutto l’amido
  • Ceci lessati
  • Azuki verdi lessati
  • Miglio lessato

MENTRE PER IMPANARE

Sciogliete in 2 o 3 cucchiai di latte vegetale o di acqua, un cucchiaino di fecola o di farina. In questa pastella andrà intinta la pietanza che volete impanare dopo averla cosparsa di farina. Infine passatela nel pangrattato e siete pronti per friggere!

Il consiglio generale è quello di verificare e studiare la ricetta: il tipo di sostituzione che andrete ad operare dipende molto dalla consistenza che vorrete ottenere e dal tipo di preparazione. Un occhio mediamente esperto riesce a riconoscere se la consistenza ottenuta può essere adatta oppure no e, quindi, opererà di conseguenza rendendo più solido o più liquido l’impasto. Sostituire le uova è semplice ed ognuno, durante i suoi esperimenti ai fornelli, potrà trovare di volta in volta nuove soluzioni.

CONSIGLI UTILI IN CUCINA DELLA MIA NONNA

consigli-della-nonna

Come ben sappiamo benissimo le nonne sono da sempre state la nostra fonte di saggezza… mia nonna era sempre pronta a  darmi i suoi consigli di vita utilissimi per far fronte a tutti i piccoli inconvenienti che si verificano ogni giorno. Io ho voluto raccogliere tutti i consigli  in un articolo che mi dava la mia nonna in cucina, poi cresciuta con lei… per consigliare anche a voi queste piccole perle di saggezza popolare e se voi conoscete altri segreti sarò felicissima di leggerli. Sono davvero piccoli rimedi e piccole astuzie dettate dalla necessità e dal buon senso che le nostre nonne avevano davvero in abbondanza e che adesso vedo in mia mamma anche lei diventata nonna!!!

Ormai purtroppo le tradizioni e le usanze vanno scomparendo, ma forse io sarò irrimediabilmente romantica a volerne ancora conservare il suo ricordo, che oggi voglio proporre anche a voi , che mi seguite tutti i giorni…

IN CUCINA C’E’ NE’ SEMPRE UNA….!!!

PERCHE’ IL FRITTO SIA CROCCANTE L’OLIO NATURALMENTE DEVE ESSERE BOLLENTE.

Per controllare la temperatura dell’olio ( se non si ha un termometro da cucina) mia nonna  prendeva una mollica di pane e la tuffava nell’olio, se inizia a sfrigolare allora diceva sempre che si  poteva iniziare a friggere!!

QUANDO UNA MINESTRA VI VIENE TROPPO LIQUIDA PERCHE’ AVETE SBAGLIATO QUALCHE PASSAGGIO…TRANQUILLE C’E’ IL SISTEMA PER RIMENDIARE:

lessate semplicemente una patata,( mia nonna faceva così) e veniva davvero buona, schiacciatela e incorporatela alla minestra. Otterrete subito la giusta densità.

PER PREPARARE UNA BUONA MACEDONIA CHE CONTIENE LA BANANA, E SI SA’ CHE LA BANANA DIVENTA FACILMENTE SCURA, C’E’ UNA GRANDE SOLUZIONE:

Passate  le Banane prima di sbucciarle sotto l’acqua corrente che eviterà che si anneriscano, (utile  sopratutto quando si prepara una macedonia)

VI E’MAI CAPITATO DI COMPRARE DELLA FRUTTA ACERBA MA AVER VOGLIA DI MANGIARLA NEI GIORNI SUCCESSIVI ?

Allora  mettetela in un cesto con delle mele. L’etilene prodotto fa maturare più velocemente la frutta.

QUANDO PULITE LE VERDURE CHE TENDONO A DIVENTARE NERE

Come il carciofo, le patate o le carote, tranquille immergetele in una soluzione di acqua e limone.

SE IL BRODO O ARROSTO PER SBAGLIO E’ TROPPO SALATO ? COME RIMEDIARE??

Se il vostro brodo o il vostro arrosto è troppo salato aggiungete una patata cruda.

COME SPENNELLARE FACILMENTE UN PEPERONE ARROSTITO?

Avvolgetelo caldo in un foglio di carta di giornale, lasciatelo per 15 minuti e dopo si spellerà facilmente.

PER TOGLIERE L’ACIDITA’ DELLA PASSATA DI POMODORO, COME FARE?

Un pizzico di zucchero nel sugo, attenua l’acidità del pomodoro rendendolo perfetto.

ODORO DEL CAVOLFIORE, COME TOGLIERLO??

Aggiungete qualche noce nell’acqua di cottura.

BUCCE DI ARANCIA CHE FARE SENZA BUTTARLE?

Non buttate via le bucce delle arance:  fatele seccare e mettetele in un sacchetto di garza nell’armadio, sono un ottimo antitarme e profumano i vestiti.

COSA FARE SE AVANZA DEL VINO E NON VI VA PIU’?

Se avanza del vino, mettetelo nella vaschetta per fare i cubetti di ghiaccio. Avrete delle dosi già pronte per insaporire sughi, carni, pesce e pietanze varie.

VOLETE DELLE BRIOCHE COME APPENA SFORNATE DAL BAR??

Tuffatela rapidamente nel latte e passatela 2 minuti nel forno caldo.

SIETE STANCHE DELLA PUZZA CHE LASCIA LA FRITTURA NELLA CUCINA??

Prima di iniziare a friggere mettete un pezzo di mela con la buccia nella padella e avrete risolto il problema.

PER AVERE UN BUON SUCCO DAI LIMONI E DALLE ARANCE?

Limoni e arance daranno più succo se prima di spremerli si strofinano sul tavolo o si riscaldano brevemente nel microonde.

PER AVERE IL RISO CHE RIMANGA BELLO BIANCO IN COTTURA ,COSA FARE?

Quando bollite il riso per farlo rimanere bianco e soffice aggiungete all’acqua di cottura qualche goccia di limone.

PER AVERE UNA CUCINA SEMPRE PROFUMATA COSA DOVETE FARE??

Per eliminare gli odori dalla cucina fate bollire qualche chiodo di garofano in un pentolino d’acqua. La vostra cucina avrà un delizioso profumo.

PER AVERE DELLE FRAGOLE PIU’ PULITE, COSA FARE??

Per rendere le fragole più pulite e profumate aggiungete qualche cucchiaio di aceto all’acqua per lavarle.

Spero di cuore di essere stata utili con piccoli consigli lasciati dalla mia carissima nonna, che purtroppo non ho più!!

COME SOSTITUIRE LA PANNA ACIDA NEI DOLCI

panna-acida-1

La panna acida è una crema a base di panna, molto consistente e dal sapore prevalentemente acido, molto utilizzata all’estero, in Francia si chiama crème fraîche, in America sour cream e nell’Europa dell’est smetana,  ma poco utilizzata in Italia e quindi non facile da reperire nei supermercati. Molti infatti preferiscono preparala direttamente in casa, vista la facilità della ricetta. La panna acida viene utilizzata perché aggiunge una consistenza particolarmente cremosa ai dolci, soprattutto a quelli cotti in forno.

La panna acida è la panna non pastorizzata fatta fermentare con batteri particolari. La panna acida aggiunge nei dolci cotti al forno una consistenza cremosa. Nasce in Svezia e nei paesi dell’est Europa si utilizza come accompagnamento nelle zuppe, in Russia viene servita assieme a salmone e caviale, in Scandinavia con salmone e patate.

LEGGI ANCHE COME FARE LA PANNA ACIDA FATTA IN CASA

Una delle ricette in cui la panna acida è l’ingrediente principale è il cheesecake, ma viene sovente utilizzata anche per dare sapore alle patate, al pesce o alle verdure grigliate. Alcuni la utilizzano anche come addensante per salse e minestre.

Essendo appunto molto difficile da reperire ci sono diversi ingredienti che possono sostituire la panna acida nei dolci, ecco la lista :

  1. Succo di limone
  2. Latte intero
  3. Albume montato a neve
  4. Ricotta
  5. Yogurt
  6. Panna di soya
  7. Mascarpone
  8. Olio

Ovviamente la sostituzione della panna acida con uno di questi ingredienti non comporterà lo stesso risultato in termini di sapore, ma spesso e volentieri, dipende dalle ricette, sostituire la panna acida ad esempio con il mascarpone è ottimo ed il risultato in alcuni casi è addirittura migliore. Nel caso di sostituzione con l’olio invece è diversa la consistenza finale, dolci e biscotti cotti al forno risulteranno meno croccanti.

La panna acida può essere sostituita con la yogurt naturale insieme alla normale panna da cucina oppure per i dolci con la panna fresca montata a cui vengono poi aggiunti yogurt e zucchero a velo.

 In alcuni piatti la panna acida può essere sostituita con la maionese, ma attenzione alle calorie, la panna acida ha esattamente la metà delle calorie contenute nella maionese, meglio eventualmente optare per lo yogurt greco.

Spero tanto di essere stata utile a consigliarvi come sostituire la panna acida!!

COSA NON PUO’MANCARE PER UNA COLAZIONE EQUILIBRATA

colazione-1

Fare una colazione equilibrata è indispensabile per iniziare la giornata con la giusta quantità di energia: è l’occasione, infatti, per scegliere qualcosa di gustoso per risvegliare il nostro metabolismo.

Ormai è risaputo come la colazione sia molto probabilmente il pasto più importante della giornata. È il primo dopo il lungo digiuno notturno, deve assicurare energia fino allo spuntino di metà mattina, nonché supportare l’organismo fino al pranzo: una buona colazione evita di avere un eccesso di appetito nei pasti successivi e consentirà, dunque, di evitare abbuffate o la ricerca di snack. Alcuni studi scientifici hanno dimostrato come chi non segue una colazione equilibrata spesso mangi di più nel corso della giornata, tanto da avere una maggiore tendenza a ingrassare.

Lo schema più comune propone:

  • un caffè o un tè senza zucchero;
  • 50 g di pane con un velo di confettura o 3-4 biscotti secchi;
  • uno yogurt naturale o un bicchiere di latte;
  • 1 porzione di frutta.

In generale, è essenziale che vi sia un apporto equilibrato di macro e micronutrienti: molto spesso si rischia di eccedere con gli zuccheri semplici, ad esempio scegliendo uno yogurt alla frutta che mediamente contiene circa il 50% della quantità di zucchero consigliata per l’intera giornata.

Una colazione equilibrata dovrebbe includere carboidrati semplici e complessi: meglio una fetta di pane integrale o le fette biscottate al naturale con un velo di confettura, ma anche un dolce, purché in termini sia di calorie che di apporto di macro nutrienti abbia gli stessi valori. Gli zuccheri semplici forniscono energia pronta all’uso, mentre quelli complessi, soprattutto se integrali, assicurano energia a lungo termine.

Il classico cornetto – come altri prodotti da forno complessi – oltre ai carboidrati sono molto spesso una fonte eccessiva di grassi, anche saturi, che a fronte di un elevato apporto calorico hanno uno scarso potere saziante. Perciò latte e yogurt, per chi segue una dieta onnivora o vegetariana, andrebbero preferiti nella versione “parzialmente scremata”: meno grassi saturi e, comunque, il vantaggio di una buona quota proteica saziante che aiuta a controllare l’appetito fino al pranzo.

COLAZIONE VEGANA

Chi segue lo stile alimentare vegano può assumere latte o yogurt di soia, magari avendo l’accortezza di acquistare quelli fortificati con il calcio. Questo micronutriente è anche abbondante nelle mandorle: una decina di esemplari nel corso della giornata assicura un buon apporto di questo minerale.

FRUTTA A COLAZIONE

frutta-a-colazione

Ogni giorno la dieta deve apportare almeno 25-30 g di fibra alimentare: un valore ottenibile con 3 porzioni di frutta al giorno, colazione e merenda di metà mattina e metà pomeriggio, e 2 ricchi contorni a base di verdure miste di stagione.

In media 3 porzioni di frutta, ossia 450 g in totale, apportano il 40% del fabbisogno quotidiano di fibra: la prima porzione può essere efficacemente consumata la mattina a colazione.

La frutta è una buona fonte di fruttosio, uno zucchero semplice che viene facilmente assimilato e che dà energia a breve termine, inoltre è ricca di acqua, fibre, vitamine e minerali che favoriscono la giusta idratazione e il benessere intestinale.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: